50° Anniversario

50° Anniversario

L'11 giugno 2005 il Bim dell'Adda ha ricordato il Cinquantesimo dalla fondazione con un evento celebrativo che ha coinvolto amministratori locali e consiglieri, rappresentanti delle categorie economiche, autorità civili, religiose e militari. Una giornata per ricordare il passato ma anche per guardare alle prospettive future del consorzio.

In occasione del Cinquantesimo del Bim dell’Adda, la Federbim, la federazione che riunisce i 63 consorzi dei bacini imbriferi di 14 regioni italiane, ha organizzato a Sondrio, nella sala consiliare del Palazzo della Provincia, la sua assemblea.

Il consorzio del Bim dell’Adda è l’unico ente, oltre all’Amministrazione Provinciale, nel quale sono rappresentati tutti i 78 Comuni di Valtellina e Valchiavenna che sono stati premiati con una targa a ricordo del cinquantesimo. Altri riconoscimenti sono andati agli ex presidenti.

Discorso del Presidente Pierangelo Bonetti

Gentili signori e signore benvenuti,
come presidente del Bim ho l'onore di promuovere le celebrazioni per questo Cinquantesimo ed oggi sono particolarmente lieto di essere qui davanti a tutti voi per celebrare questa ricorrenza e per rinnovare insieme l'impegno e lo spirito che hanno animato la storia del consorzio. La manifestazione prevede momenti più solenni e celebrativi, momenti di riflessione, di convivialità e di intrattenimento per coinvolgere non soltanto le autorità e i rappresentanti istituzionali ma tutti i valtellinesi. Per ribadire che questo consorzio è un patrimonio del territorio e di chi lo abita.

Il 14 giugno di cinquant’anni fa, per lo spirito d’iniziativa e la lungimiranza di due grandi uomini della scena politica nazionale, il morbegnese Ezio Vanoni e il chiavennasco Athos Valsecchi, nasceva il Bacino Imbrifero Montano dell’Adda, un consorzio sovraccomunale che riuniva le 78 municipalità della provincia di Sondrio. Vanoni e Valsecchi si erano fatti interpreti della volontà di una valle intera per garantirsi un futuro sulla più importante risorsa naturale di cui disponeva: l’acqua. Erano gli anni del dopoguerra: c’era un paese da ricostruire e la ripresa dell’attività produttiva anche in queste valli aveva determinato un aumento dei consumi di energia elettrica proprio nel momento in cui sorgevano nuovi importanti impianti idroelettrici. Anni di grandi cambiamenti, che si riveleranno decisivi per lo sviluppo futuro delle valli.

Lo statuto riserva al Bim il doppio ruolo di coordinatore della politica provinciale in materia di acque e di esattore dei sovraccanoni; opera con una propria struttura e con propri addetti e per una ventina d’anni è il presidente Valsecchi, affiancato dal suo vice Lorenzo Maganetti e dal segretario Giuseppe Gavazzi, a svilupparlo e a promuoverlo per i successivi trent’anni, accompagnando la Valtellina e la Valchiavenna in un percorso di crescita economica e sociale.

Per attestare l’importanza del nostro consorzio mi piace anche ricordare le parole di un altro grande uomo politico valtellinese, di cui proprio stamane è stato celebrato il ventennale dalla morte: Libero Della Briotta. Un oppositore politico ma sempre coinvolto nelle vicende di queste valli che disse: “Siamo fortunati ad avere il Bim, se non ci fosse stato avremmo dovuto inventarlo”, racchiudendo in poche parole un concetto più ampio che cercherò di spiegare attraverso i numeri che caratterizzano gli anni più recenti.

Sul territorio provinciale sono dislocate 67 centrali idroelettriche che assicurano, secondo i decreti rilasciati, una potenza pari a 570mila kW, ai quali si potranno aggiungere i 45mila kW in corso di definizione. Complessivamente la provincia di Sondrio copre circa l’11% della produzione idroelettrica nazionale ed oltre il 45% di quella regionale. I concessionari sono tenuti a corrispondere il sovraccanone Bim che attualmente, dopo l’adeguamento Istat del 2004, è pari a 18,90 euro per kW.

Il Bim si trova così a disporre di circa 11 milioni di euro all’anno da ridistribuire sul territorio per lenire le conseguenze negative che lo sfruttamento idroelettrico lascia dietro di sé e per assicurare un alto livello di qualità della vita. La parte più consistente di questi fondi, circa 8 milioni di euro, viene suddivisa tra le cinque Comunità Montane a fronte della presentazione di programmi per opere di investimento. L’anno scorso abbiamo ripartito fra i 78 Comuni un milione e 200mila euro che in questo 2005 diventeranno due milioni per finanziare investimenti. Con 400mila euro abbiamo erogato contributi per sostenere interventi di carattere economico, turistico-sportivo, sociale e culturale.

Con l’Amministrazione Provinciale ed altri Enti abbiamo costituito un fondo comune per sostenere i grandi eventi provinciali. Un altro fondo, iscritto nel nostro bilancio per 300mila euro, nel 2004 è stato destinato al riassetto della protezione civile provinciale, compreso un cospicuo intervento per la realizzazione del Centro Polifunzionale per le Emergenze di Sondrio. Per il 2005 stiamo valutando una serie di ipotesi, tutte importanti, nei settori dell’innovazione tecnologica, delle infrastrutture e dei servizi alla persona e alla famiglia, nei quali potremo intervenire anche nei prossimi anni.

Federbim ha allo studio la costituzione di un soggetto che si chiamerà Enerbim, creato allo scopo di trasformare i canoni percepiti dalle aziende in energia elettrica. In questo modo i consorzi Bim potrebbero cedere questa energia con un aumento dei loro introiti. Guardiamo con particolare favore a questa iniziativa e la proporremo in discussione alla prossima assemblea.

Il consorzio Bim vuole essere sempre più vicino ai cittadini per ascoltare i loro bisogni e per offrire risposte concrete utilizzando i proventi derivanti dai sovraccanoni, in uno scambio equo di benefici tra le aziende e la valle che incidano realmente sul territorio. Con questo spirito, il consorzio, anche attraverso la definizione del nuovo statuto che dovrebbe attuarsi entro l’anno, ha allargato il proprio raggio d’azione alla tutela idrogeologica per proporsi come attore e interlocutore nella partita dei bacini idrici. Si pensa alla ridefinizione dei termini di concessione e di sfruttamento delle acque locali e si guarda con sempre maggior attenzione ai ripristini ambientali per tutelare lo straordinario patrimonio naturalistico di Valtellina e Valchiavenna.

L’obiettivo del consorzio, oggi come all’epoca della sua costituzione, è quello di migliorare le condizioni di vita delle genti di Valtellina e Valchiavenna attraverso la ridistribuzione del risarcimento per quanto è stato concesso alle aziende elettriche che hanno deviato corsi d’acqua incidendo sulla qualità dell’ambiente. Siamo qui oggi per rinnovare l’impegno che i padri fondatori hanno sottoscritto cinquant’anni fa celebrando la storia di un consorzio che gli uomini hanno fatto crescere e che è patrimonio di tutti i valtellinesi e i valchiavennaschi.

Per questo, permettetemi, in chiusura di questo mio discorso, di ringraziare innanzitutto l’assemblea formata dai delegati dei sindaci che avendomi eletto due anni fa mi ha concesso il grande onore di presiedere questa celebrazione. Estendo i ringraziamenti a tutti i presenti, alle massime autorità civili, militari e religiose che sono qui oggi, ai rappresentanti istituzionali, delle categorie economiche e di tutte le associazioni che operano sul territorio. La vostra vicinanza è uno stimolo a continuare su questa strada. Ringrazio il presidente di Federbim Edoardo Mensi che ha voluto tenere qui a Sondrio l’assemblea della federazione portando i presidenti dei consorzi dei bacini imbriferi montani di tutta Italia.

Ringrazio i relatori: l’assessore regionale Prosperini che ci onora della sua presenza e che per la prima volta è in valle nella sua nuova, prestigiosa veste di assessore regionale al turismo, allo sport e ai giovani, e un grande personaggio, a me molto caro, che pur non ricoprendo cariche pubbliche, per la sua estrazione professionale ma soprattutto per la sua grande umanità, ha sempre mostrato un affetto e un attaccamento non comuni alla nostra terra, Giacomo Tiraboschi, produttore della trasmissione televisiva “Mela Verde”.

Ed ora alle mie parole, semplici e dirette per necessità di contenere i tempi, unisco la forza delle immagini per celebrare degnamente questi cinquant’anni di storia. Con la collaborazione di Teleunica e del suo direttore Marco Calvetti è stato realizzato questo filmato in supporto dvd che attraverso i luoghi, i volti, gli avvenimenti ripercorre la storia del Bim dalla sua costituzione ad oggi. Dove non sono riuscite le mie parole certamente riuscirà questo filmato che mette in risalto i fatti ma, soprattutto, lo spirito che anima il nostro consorzio. Vi invito a seguire con attenzione il filmato che dura poco meno di venti minuti, subito dopo porteranno il loro saluto le autorità presenti prima di dare inizio alla celebrazione.


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